Chiusura museo e rinnovo degli spazi (Covid19)

Il nostro museo della Grande guerra di Pontebba è ovviamente chiuso e da febbraio è iniziato il rinnovo di alcuni spazi nelle due stanze attualmente a disposizione. Saranno esposti altri 500 pezzi circa che andranno ad aggiungersi alle migliaia di reperti già presenti. Pian piano tutte le tematiche di quel periodo storico saranno trattate e potremmo dirvi di aver raggiunto il nostro obbiettivo; raccontare ai turisti e alla popolazione locale molto spesso ignara la situazione storica che ha coinvolto gli abitati di Pontebba, Pontafel e le vallate circostanti. È un luogo quasi unico il nostro, un paese diviso da lingue , tradizioni e modi di vivere assai differenti. Diviso da un ponte che in tempo di pace univa i due popoli. Scambi commerciali e lavoro erano la base della vita di Pontebba e Pontafel. Tutto venne sconvolto dalla distruzione del ponte. All’alba del 25 maggio 1915. Quelli che erano amici e colleghi si ritrovarono a combattere uno contro l’altro sulle montagne circostanti o trasferiti in luoghi di guerra sconosciuti come avveniva per Pontafel dal 1914. Il nostro territorio all’epoca non era considerato un comodo teatro di guerra ma era molto strategico e per questo motivo venne rafforzato in ogni sua cima . Poteva essere una delle vie dirette per Vienna o per la pianura friulana. Un luogo quindi molto importante. La particolarità di questo luogo fu totalmente opposta alle battaglie sul Carso o in alcune zone del Veneto. Qui le pattuglie di entrambi gli eserciti si fronteggiavano tra le nostre vie e le case dove ora viviamo. Una piccola “Stalingrado” . È per questi motivi che sentiamo la necessità di mostrare a tutti voi l’importanza del paese attraverso “quello …. che le montagne ci restituiscono”‘ attraverso i reperti ritrovati, quei muti testimoni di un periodo storico molto importante e per dare un grosso significato a chi è morto per esso.
Per questo motivo ci stiamo impegnando sempre di più per l’allestimento . È un piccolo museo ma ricco di testimonianze che lo scorso anno nei 59 giorni di apertura ha segnato la presenza di ben 1000 visitatori. Questo dimostra l’interessamento che fortunatamente c’è per moltissime persone. Purtroppo per altri questi oggetti sono solo ferri vecchi senza pensare che probabilmente sotto all’elmetto poteva esserci suo nonno o un parente lontano morto anche per lui. Noi vogliamo crescere e ampliare l’ esposizione sempre di più per amore del nostro paese .

 

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